Il Dante di Dalì sul Lago Maggiore

MOSTRA D’ARTE DA VISITARE

Per cominciare ti voglio parlare del Kapannone. Di cosa si tratta? Di un edificio ristrutturato ad Angera in Via Verdi 35 vicino la zona industriale, che ospita uno spazio culturale che conta 15mila volumi della collezione dello scrittore e bibliofilo Andrea Kerbaker, fondatore a Milano, della Kasa dei libri. Libri di arte, fotografia, storia dell’editoria, cinema, oltre 12.000 mila locandine condivisi con chi ama l’arte e la cultura.

Il Kapannone Angera

Ecco la grande novità in programma in questo nuovo spazio culturale di grande respiro per l’area del basso Lago Maggiore, dal 14 maggio al 25 giugno 2021 al Kapannone dei Libri di Angera vi aspetta IL DANTE DI DALI’, la Divina Commedia illustrata da Dalí in 100 litografie originali raramente messe in mostra. Cosa ho visto? Una mostra immediata tutta da vedere, un’esposizione che dà la possibilità di rileggere la Divina Commedia attraverso gli occhi di uno dei Maestri del ‘900, Salvador Dalí. Abile pittore e virtuosissimo disegnatore, celebre per le immagini suggestive e bizzarre delle sue opere surrealiste: il suo peculiare tocco fu attribuito all’influenza che ebbero su di lui i maestri del Rinascimento.

Esplosione di arte sul Lago Maggiore: Dalì incontra Dante Alighieri e la Divina Commedia

Il Dante di Dalì espone infatti un capolavoro dell’edizione illustrata del Novecento, tirato in pochissime copie, si tratta delle 100 tavole originali, una per canto, realizzate in un lavoro più che decennale  dall’artista spagnolo per illustrare la Commedia.

Il risultato è senza dubbio straordinario, il cammino di Dante è seguito passo passo; e ognuno è filtrato attraverso l’inconfondibile fantasia dell’artista, riconoscibilissimo nei tratti dominanti della sua pittura: scorci acrobatici, aspetti visionari, tonalità dominanti che accompagnano il progredire di Dante nelle tre cantiche. Un percorso di ascesa visiva che ha lo stesso valore di quello delle parole dantesche. In questo modo Dalí conduce chi guarda direttamente all’inferno dantesco, corpi trasfigurati dalle pene e colori infiammati dal fuoco infernale, ammorbidendo poi gradualmente il tratto e i toni cromatici tra purgatorio e paradiso.

Ecco qualche scatto che ho selezionato per voi:

Il Cherubino

Il Nero Cherubino dell’Inferno, personaggio secondario all’interno delle vicende dantesche, ma che assume nella xilografia dalidiana una notevole carica di significati; questi, infatti, diventa la chiave per descrivere l’antitesi fra le creature celesti e i demoni. Non vi ritroviamo nulla dell’immagine del cherubino: è una creatura priva di ogni finezza estetica, luminosità e leggiadria; ci appare solo un denso fumo nero che racchiude un’arcigna testa di vecchio macilento, con corpo serpentino, che si morde la coda, nella volontà di rappresentare la spirale del vizio, dalla quale difficilmente si può uscire.

Il regno de penitenti -Il Purgatorio-

Il Regno de Penitenti del Purgatorio, che Dalì raffigura come un angelo, con il corpo ferito e martoriato, ricoperto di cassetti aperti dentro i quali lui guarda. Questo rappresenta l’emblema dell’anima umana che, straziata dalla vita e dalle trasgressioni commesse, cerca disperatamente redenzione, guardando dentro ai tiretti, situati in delle parti del corpo a cui sono legati i principali peccati carnali e spirituali, il suo passato.

Il Paradiso dantesco con gli occhi di Dalì

Lo stile adottato nelle xilografie dedicate al Paradiso cambia decisamente: la forma si frammenta in forme cubiche e cuneiformi, una luce zenitale domina lo spazio, bianco ed infinito, e i colori si fanno cangianti, in alcuni casi addirittura fluorescenti. Dalì ci dà quindi la visione del Regno Celeste abbastanza fedele alle terzine dantesche: ambienti infiniti e indefiniti, bagliore assoluto e colori accesi e puri.

Curiosità:

Dalì assunse due incisori che trascorsero cinque anni intagliando a mano 3500 blocchi di legno da usare per le riproduzioni dei dipinti.

Ringrazio gli organizzatori per l’invito in preview per la stampa. Ricordo gli orari di visita. Dal lunedì al venerdì, ore 15-19. Ingresso gratuito su prenotazione ai seguenti contatti Tel. 02.66989018 E-mail mostre@lakasadeilibri.it

E voi conoscevate il Kapannone? Vi piacciono le mostre temporanee? Siete soliti visitarle?

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